All mountain al tramonto

In agosto l'isola si popola di migliaia di turisti e per la legge dei grandi numeri ci saranno e anche dei ciclisti, sempre considerando le probabilità ci dovrà pur esser anche qualche folle freerider che alle 17.30 magari decide di avventurarsi da qualche parte sullo scoglio... ebbene SI!

Sono le 17.30 sto andando a recuperare un certo Giorgio, è un bergamasco con la grande passione per il vero all mountain.
Giorgio abita a Procchio, quindi decidiamo di trovarci sulla strada provinciale fra Lacona e Marina di Campo. 
Abbiamo lasciato entrambi le nostre abitazioni ma ancora non sappiamo cosa fare e dove andare; in programma c'era un uscita con Mario ma purtroppo non sta troppo bene e ci son saltati tutti i piani, ma non demordiamo sull'isola il divertimento in mtb si trova facilmente...

Giorgio è puntuale e ci incontriamo lungo la strada, fatti i vari saluti di rito inizia il toto-giro: "dove andiamo?" "da qui siamo vicini al Tambone, oppure possiamo farci monte Orello, ma è pieno di tafani" "altrimenti se te la senti Giorgio al posto di un giretto, potremmo farci un Signor girone però non ho idea se riusciamo a rientrare con la luce..."
Il bergamasco non se lo fà dire due volte e optiamo per il girone improvvisato! Decidiamo quindi di cominciare l'ascesa verso il castello del Volterraio, una salita decisamente impegnativa: completamente su asfalto con lunghi tratti esposti al sole!



Dopo una mezzoretta di pedalata sul bitume ci aspetta la parte più impegnativa: la salita fino a Cima del Monte! Questa è una vecchia strada sterrata abbandonata con pendenze sino al 40% con un fondo costituito da ciottolume e scoglio. 
Oltre a delle buone gambe servono anche una buone scarpe da trekking per arrampicarsi.





Finita la nostra via crucis con le bici in spalla, finalmente conquistatiamo la vetta  a 485 mt slm! riprendiamo fiato, scattiamo le ultime foto, ci montiamo le protezioni e giù a tutto gass fino a quota mare per circa 5 km!!!





Affrontiamo un unica discesa: freeride nella prima parte, fra ciottulume e speroni di roccia e man mano che perdiamo quota ci addentriamo in un bel single track, prima esposto e poi si va a collegare ad una vecchia mulattiera abbandonata ricca di curve e sponde.





Il sole ormai è al tramonto e la fame si comincia a far sentire, io torno al campo base e Giorgio si avvia verso Procchio per raggiungere il resto della famiglia.
Alla fine da un semplice giretto dietro casa abbiamo tirato fuori un bel girone, molto impegnativo ma che ripaga abbondantemente con panorami da urlo e una bella discesa tecnica e adrenalinica.
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