Ultima sera della Stratocastano in Via Mantegna a Castano (tensostruttura del campo sportivo)

Ultima serata (Domenica 1 sett)

con i Blues e barlafùs. 

Biografia
dal 2008 concerti nei locali, in centri sociali, case di riposo, teatri e suonate "on the road"agli angoli delle strade,nelle piazze, in cantine, osterie, sui tetti delle case
in riva ai fiumi e sul navil , su in appennino a cantare alla luna e in altre millanta situazioni estemporanee..

Descrizione
lo spettacolo dei Continua a leggere

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Für das Immunsystem ist Aluminium ein „Alien“

Aluminium ist ein im Alltag allgegenwärtiger Stoff, aus umweltmedizinischer Sicht ein Problemstoff. Besonders problematisch wird es, wenn Aluminium, z. B. bei Impfungen, in den Organismus gelangt.  In der August-Ausgabe des Magazins “Naturarzt” ist ein Interview erschienen, das ich dem Redakteur Christoph Wagner gegeben habe. Lesen Sie hier Auszüge daraus.

Welche Verwendungsformen von Alu im Alltag sind besonders bedenklich?


Wenn Alufolie mit Speisen in Kontakt kommt, besteht immer die Gefahr, dass sich toxische Alu-Ionen lösen und die Lebensmittel kontaminieren. Dies gilt besonders für den Kontakt mit Fruchtsäuren, welche die Oxidschicht des Aluminiums auflösen können. Eines der problematischsten Produkte sind die Tetrapak-Boxen, bei denen neben Plastik und Karton auch noch eine Alufolie eingeschweißt wird. 


Wie sieht es mit Aluminiumgeschirr, z. B. Kochtöpfen, Pfannen, Thermoskannen, aus?


Es ist gefährlich, beispielsweise Tomatensauce, Rhabarberkompott oder Sauerkraut in Alutöpfen zu kochen oder darin über längere Zeit aufzubewahren.


In der Kosmetikindustrie wird Alu viel verwendet, u. a. in Sonnencremes und Deos. Worin bestehen die Probleme?


Die Kosmetikindustrie verwendet von „Aluminium Distearate“ bis zu „Aluminium Zirconium Trichlorohydrex GLY“ mehr als 50 verschiedene Alu-Verbindungen. Sie fungieren als Gelbildner, als Mittel gegen Verklumpung, als Konservierungsstoffe oder als adstringierender Wirkstoff, der die Hautporen zusammenzieht. Doch die Haut ist kein „Eiserner Vorhang“, wo nichts durchgeht und alles beim Duschen wieder runter gewaschen wird, wie uns die Kosmetik-Lobby weismachen möchte. Das ist hundertfach über Studien widerlegt. Wir wissen, dass Aluminium die DNA der Zellen schädigt und dass damit Krebs ausgelöst werden kann.


Auch in der Medizin findet Aluminium reichlich Verwendung, am prominentesten vielleicht in den zahlreichen Mitteln gegen Sodbrennen bzw. in Magensäure-Blockern (wie Maaloxan & Co).


Aluminiumhydroxid bindet auch an Phosphate, die bei Nierenkranken problematisch sein können. Also wurde es in den 1970er Jahren weltweit auf Dialyse-Stationen verwendet. Das Resultat war, dass zahlreiche Patienten binnen weniger Jahre einen starken körperlichen und geistigen Verfall zeigten. Dieses Phänomen ging als „Dialyse-Demenz“ in die Medizingeschichte ein. Die Alu-Medikamente wurden eindeutig als Auslöser überführt. Der eigentliche Skandal ist nun, dass derselbe Wirkstoff in hoher Dosierung in Mitteln gegen Sodbrennen enthalten ist und rezeptfrei in den Apotheken abgegeben wird. 


Unter Impfkritikern ist Aluminium berüchtigt. Oft wird dieser Zusatzstoff, der sich in Impfstoffen findet, für noch schlimmer als das eigentliche Impfserum gehalten. Was bewirkt er?


Was Aluminium hier im Detail macht, war den Medizinern bis in die jüngste Vergangenheit ein Rätsel. Es galt als „Dirty Little Secret“ der Immunologie. Man wusste nur, dass die meisten Impfungen nicht funktionieren, wenn kein Aluminium drin ist.


Und was ist langfristig zu befürchten?


Für das Immunsystem ist Aluminium so etwas wie ein „Alien“, ein Wesen aus einer fremden Welt. Es verursacht an der Einstichstelle Zelltod und setzt das Immunsystem im gesamten Organismus in Alarmstimmung. Das Aluminium jubelt dem Immunsystem also falsche Verdächtige unter für einen Schaden, den es selbst angerichtet hat. Darauf beruht die Wirksamkeit der meisten Impfstoffe. Dieses Prinzip birgt jedoch Risiken, weil bei jeder Impfung eine allergische oder eine autoimmune Fehlreaktion gestartet werden kann.

Das Interview führt Naturarzt-Redakteur Christoph Wagner. Lesen Sie die vollständige Fassung in Naturarzt 8/2013. ©

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Zac, Armandino e…i falsi miti! Seconda parte

Bene Zac,
riprendiamo un po’ con le nostre letterine dopo le vacanze estive.
Beh, diciamo che questi ultimi giorni per me non sono stati proprio di ‘vacanza’: ho dovuto fare una marea di compiti che mi ero ‘casualmente dimenticato’…sai tra poco inizia la scuola e le maestre non scherzano!
Ma lasciamo i noiosi e assillanti compiti e riprendiamo da dove eravamo rimasti: abbiamo amcora qualche falso mito da sfatare.
Per esempio…io ti dico:
“Se dovessi adottare un cucciolo lo prenderei molto piccolo: più piccolo è e più facile sarà educarlo!”

E io ti rispondo che se provi a mettermi un mocciosetto tra le zampe, vado subito a parlare con le maestre e ti faccio bocciare…hi, hi, hi!!!
No dai, a parte gli scherzi, lo sai benissimo che adottare un cucciolo troppo piccolo è sbagliato, orfanelli a parte si intende!
Un cucciolo ha bisogno di stare con la mamma perchè lei rappresenta la sua ‘base sicura’: il cuccioletto si allontana da lei di qualche metro per andare ad esplorare il mondo e appena incontra qualche oggetto strano, che non lo convince, corre subito da lei per essere rassicurato…così si tranquillizza ed è pronto per nuove avventure!
E poi è sempre la mamma a insegnare al cucciolo le regole sociali, è lei che lo frena quando è troppo irruento e lo rimprovera se si comporta da prepotente con i fratelli. Ed è ancora lei ad aiutarlo ad affrontare il mondo esterno: il cuccioletto e i suoi fratelli seguono la mamma che aiuta loro a superare ostacoli, conoscere cose nuove, fare le esperienze più diverse…sempre, naturalmente, che i loro ‘amici’ umani gliene diano la possibilità e non tengano madre e cuccioli in un box di pochi metri quadri fatto solo di cemento e rete elettrosaldata!
Quindi, la ‘morale della favola’ è questa: è bene adottare un cucciolo non prima che abbia compiuto i due mesi di età e lasciarlo libero di apprendere gli insegnamenti della mamma.
Insomma, caro Armandino, non vorrei sembrarti banale ma…la mamma è sempre la…completa tu la frase!


Eh sì caro Zac, a volte sei proprio banale ma comunque ‘illuminante’!
E visto che sei così ‘bravo’ ti metto alla prova con un altro falso mito:
“Se adotto un cucciolo sarà bene non farlo uscire di casa fino a quando non abbia completato tutto il ciclo delle vaccinazioni”

Beh, questo sì che è facile da sfatare!
Ormai sono sempre più numerosi i veterinari che consigliano di portare fuori il cuccioletto il prima possibile. Magari in posti sicuri, frequentati da cani vaccinati e dove difficilmente potrà venire a contatto con malattie infettive.
Il mocciosetto deve avere la possibilità di fare nuove esperienze, conoscere il mondo che poi dovrà vivere da adulto e per fare questo deve essere portato fuori il prima possibile, magari i primi giorni del suo arrivo a casa diamogli il tempo necessario per potersi ambientare ma appena il vet dà il via libera…subito fuori…di corsaaaa!!!
In questo modo potrà conoscere gli altri cani (cuccioli, adulti e anziani, maschi e femmine…) e altre tipologie di animali (uomo compreso), ma anche sperimentare odori, rumori, situazioni fino a quel momento a lui sconosciute.
Il suo amico a 2 zampe sarà lì al suo fianco per aiutarlo, rassicurarlo, incoraggiarlo: solo così il cuccioletto potrà crescere sicuro di sè, collaborativo, intuitivo, propositivo…insomma un vero cane senza macchia e senza paura, proprio come me, modestamente!

  Dai Zac, ancora un altro falso mito:
“Non adotto un cane perchè non ho una casa con il giardino…poverino in un appartamento soffrirebbe troppo”


Una volta per tutte: voi umani dovete smettere di chiamarci ‘poverini’. Noi cani siamo simpatici, divertenti, buffi, a volte anche antipatici, prepotenti, assillanti…ma certamente non ‘poverini’, se a voi umani ispiriamo tenerezza non è certamente colpa nostra!
E poi il falso mito, il luogo comune che mi hai appena proposto è in realtà la scusa più diffusa accampata da chi non vuole prendere un cane o peggio ancora da chi vede come un peso l’impegno di portare il quattrozampe in passeggiata.
Il cane è un animale sociale: per questo ha bisogno di vivere con la famiglia che lo adotta. L’abitazione potrà essere dotata anche di un giardino di mille metri quadri…il cane starà sempre vicino alla porta di casa (almeno fino a quando non avrà capito che in casa non è affatto gradito e credetemi amici non è una bella sensazione).
Quindi il motto è: meglio una casa piccola ma degli amici fidati che una villa con piscina e degli amici a metà, una cosa del tipo…’due cuori e una capanna’!
Bau, bau, Armandino!!!

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Two

Jonah was three weeks early, born exactly at 37 weeks, the first day that he was big enough to avoid the NICU. He was such a scrawny little guy: we used to call him the “Fun Size” baby. What a runt!Randy remembers that when he was born I started laughi… Continua a leggere

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