PowerShell PowerCamp 2013 Coming Soon!

I’m getting quite excited about the next PowerShell PowerCamp. This is being held at Microsoft’s London offices over the weekend of October 19/20 2013.

I’ve been working a lot recently with a number of the new PowerShell modules in Server 2012, specially to deploy and test DHCP. But there are so many aspects of Windows Server that you can now manage with PowerShell, it’s really time you learned how to unleash the potential of PowerShell.

I speak to a lot of really smart IT Pros, and there is a reluctance to learn PowerShell or to embrace it. I can understand that (especially from the perspective of the last two weeks of my ‘day job’ ). PowerShell can look like long convoluted text you have to type and it’s got no sense of humour. The ‘red ink syndrome’ as I call it.

PowerShell really is a lot easier, once you get over the learning curve. Really! But there is a need to shift gears a little. Command line admin seems tedious, but tab-completion really does help minimise the pain. Combine this with intellisense built into the ISE, then life really is a lot simpler.

The PowerCamp events are designed to take you from the start to as far as we can take you in 2 days. The feedback on previous camps has been great and I think it fair to say we’ve all learned a lot.

I also try to add some value to each event, and I am negotiating for a guest speaker on the Sunday! More to be revealed once he confirms! I’ll also be hitting up the various vendors to see what swag I can leverage.

So what are you waiting for? See the PowerShell PowerCamp blog posting and book today.

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La partecipazione dei Cittadini è il primo pensiero dei nostri amministratori

Buscateblog commenta. Chi non vuole la partecipazione dei Cittadini trova un sacco di scuse per giustificare questo atteggiamento politico: la più irritante di queste scuse parte da un semplice ragionamento: "Intanto quando facciamo i Consigli vengono sempre i soliti 4…"

Lo sappiamo bene che questa è una scusa bella e buona: quelle volte in cui i Cittadini si sono sentiti coinvolti nelle Continua a leggere

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Mormon Ministers

License to Wed is a horrible movie with John Krasinski and Mandy Moore playing the role of a couple who meet with their preacher, Robin Williams, for premarital counseling. He meets with them repeatedly as the wedding gets closer and hilarity (cough) e… Continua a leggere

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Corrispondenza Nuova Zelanda IX

Rotarua

Casa di Erin e Andrew si trova 2 km fuori dal centro citta’, alla porta mi accoglie Andrew, Erin sbuca un attimo dalla cucina per salutare per tornarci di corsa. Andrew mi apre il garage per la bici e con un sorriso mi guarda armaggiare con le borse, dicendo: fai con calma so com’e’. Effettivamente ho la roba sparsa tra le tre borse e siccome sono infangate e non solo ( sulla via cerano le solite chiazze marroni che le mucche lascianoa giro). Ho una camera per me e asciugamani freschi sul letto! Una doccia calda e’ piu’ che ben venuta sopratutto dopo la ghiacciata nel lago del giorno prima. Erin e’ poco piu’ grande di me e Andrew ha la mia stessa eta’, l’atmosfera e’ rilassata e dopo poco mi sembra di chiaccherare con amici di vecchia data. La mattina dopo Erin ha da fare delle commissioni in citta’ mi da uno strappo ai Mud pools, rimediamo una mappa su tessuto del bike park, e Erin sa dove rimmediare “pedaller’s Paradise”, finalmente!!! Sono due libricini uno per l’isola Sud e uno per il Nord con tutte le strade con elevazione, mi era stato impossibile tovarli.

http://www.paradise-press.co.nz/ppguides.html

Nel pomeriggio do’ una mano in giardino e preparo la bici: via il portapacchi, abbasso la pressione della forcella, monto l’ammo e cambio il copertone posteriore dal nevegal che inizia a essere mangiato dall’asfalto si passa a un rubber queen, su bike discount lo si puo’ rimediare a 10 euri, lo adoro per la trazione sul bagnato/umido ma non dura nulla, appena torno su asfalto rimontero’ il nevegal. A cena Andrew e Erin sono invitati a cena da amici sono invitato pure io! Siamo tutti piu’ o meno dello stesso gruppo di eta’ e dopo cena cerchiamo di capire come funziona il gioco da tavola di Battle star galattica.

3 days of MTB

Day 1

I miei ospitatori sono a lavoro tutto il giorno, ma mi lasciano chiavi di casa e posso fare quello che voglio! Sta sera cucino io. Esco verso le 9 e mezzo con un po’ di cibo, acqua e attrezzi fondamentali, perdo la giornata a capire come e’ fatto il parco, e’ enorme nonostante sia finesettimana e in piu’ vacanza scolastiche e’ difficile incontrare qualcuno e’ il parcheggio e’piuttosto affollato. E’ una giornata dedicata piu’ all’esplorazione che al divertimento, di primo pomeriggio conquisto una delle colline e mi faccio il primo tracciato bomba: salti e spondone, esaltato da quest’ultimo giro torno a “casa” verso le 3 e mzzo. Ho realizzato una cosa fondamentale e cioe’ dove sono le colline piu’ alte e da dove partono i tracciati migliori. Vado a fare la spesa per la cena: pasta con sugo ai peperoni, sfomato di patate e insalata di cipolla rossa con fagioli e pomodori. Mi permetto il lusso di acquistare del parmigiano 14$ per 200 gr (70$ al kg, roba da matti…). Dopo 7 mesi senza quando apro la confezione l’odore e’ una cosa fantastuica! Boia mi ero scordato il sapore di formaggio vero!

Day 2

Il secondo giorno esco senza zaino reputo pittosto difficile di bucare e bevo alle fontanelle messe a disposizione. 


Dopo un paio di trail di riscaldamento mi faccio la National DH evitando accuratamente alcuni dei “Dropponi”, ma come al solito i trail migliori sono quelli di difficolta’ intemedia. Torno in cime per lanciarmi per quella che sara’ la combinazione di trail da me preferita Huckelberry Hound e Corners. Il primo e’ un tracciato advanced con una bella serie di salti e il secondo come dice il nome sono una serie di tornati. Il terreno e’ compatto e flow di queste 2 traccie e’ incredibile, senza mai averle fatte prima sembra di sapere cosa mi aspetta deitro ogni tornante come se fosse ovvio che il precorso sia fatto cosi.

Svuoto la mente e inizio a spingere sempre di piu’ finalmente riesco a impostare bene le curve, per la prima volta da quando sono in NZ utilizzo tutta la sponda a dispozione, carico bene l’anteriore e lascio scorrere in curva, mi trovo a sfiorare i freni solo di tanto in tanto. Sembra non esserci nessun limite, finche’ non esagero un po’ in uno dei tronanti la ruota posteriore inizia a andare via, e’ solo un attimo riprendo il controllo quasi subito pestando il piede in terra, ma la bici e’ toppo piegata la tengo su mentre rallento per altri 2 metri ma poi mi trovo a dover mettere le mani in terra da quasi fermo. Mi prendo solo un attimo per controllare che la bici sia a posto e continuo a martellare la traccia fino all’arrivo, ho trovato il mio ritmo e la bici sembra semplicemnte un prolungamento del corpo.

Lo stomaco inizia a gorgogliare fortemente sono le 3 e inizio a pensare di rietrare non ha magiato nulla da colazione… Ma Erin viene a fare un giro veloce e mi porta 2 banane, facciamo insieme alcuni dei track che non ho ancora fatto e rientriamo. E’ da quando sono arrivato che Erin rompe le scatole a Steve uno riders locali per portarmi a fare un giro, domani dopo pranzo sara’ il momento di un tour guidato!

Day 3

Mi riscaldo esplorando alcuni dei trail come Dragon’s tail e poi vado a rifarmi HH e Cornres saranno l’unici trail fatti piu’ di una volta, mi ci vuole un ricordo! Uso la tecnica Danilo e mi nastro la fotocamera sul casco. 



Spingo di brutto e arrivo in fondo con il fiatone e tutti i bracci informicoliti ( senzazione davvero starna). Spero che dal video che prima o poi postero’ si possa vedere lo spettacolare flow, l’inquadratura e’ un pochino alta ma dovrebbe rendere l’idea. Una volta pubblicato e’ da notare nella seconda parte (Corners) come la velocita’ nelle curve non troppo strette rimane quasi invariata rispetto ai tratti rettilinei! E’ gia’ quasi l’una vado a beccarmi con Steve al parcheggio, lo riconosco subito: ha una Yeti turchese nuova di pacca.

 Ha ancora un po’ di mal di gola e quindi sfrutta il servizio shuttle: e’ un vecchio scuola bus con un carello dietro, mi offre le corse con il suo pass da 200 corse per 60 $. Mi mostra due delle traccie che partono ancora piu’ in su da dove ci lascia lo shuttle, qui becchiamo anche un gruppo di raiders locali, l’atmosfera e’ rilasata ci in gruppo fermiamo a rifare pezzi divertenti sono tutti alla mano e ci facciamo un bel po’ di risate. La homemade go pro torva grande successo! Poi Steve mi mostra un trail che passa per la vegetazione nativa, d’estate il terreno e’ asciutto e la traccia scorrevole, ora invece e’ umido e le radici rendono il percoso tecnico e una sfida. La forcella che ha un po’ piu di pressione del solito ed era perfetta per i trail convenzionali ora inizia ad essere un po’ nervosa, vorrei abbassare un po’ la pressine, ma lo zaino non ce l’ho so sul groppone ma e’ appoggiato a letto… Quando Steve nota che gli sto dietro abbastanza bene e che il tracciato mi piace molto nonostante perdo la bici su qualche pezzo particolarmente intricato di racidi bagniate, mi porta sui trail non presenti sulla mappa. Uno e’ barricato con il cartello che dice: chiuso poiche’ traccia non autorizzata, Steve taglia per la vegetazione e evita la barricata a tutto foco, io seguo a ruota! La traccia e’ appena segnata ed naturale al 100% ad un certo punto tagliamo la stada sterrata e ci infiliamo in un buco nero tra le felci che da verso il basso con un droppettino. Spettacolare!!! Il terreno qui e’ piu’ grezzo e se esci dalla traccia per rientraci non fa troppa differenza nella maggior parte dei casi, in altri c’ e’ invece solo una linea possibile. Steve si ferma di tanto e mi speiga come si sviluppa il tracciato, traittorie migliori e dove ci sono salti grossi e soluzioni alternative! All’ultimo giro quando mi alzo dal sedile del bus navetta mi prende per un istante un giramento di testa sono le 4 di pomeriggio e io non ho fatto altro che colazione sta mattina! Alla fine Steve mi da uno strappo a casa di Erin e Andrew con il furgone che anche lui abita da quelle parti. Che giornta!!! Queenstown e’ un parco bellissimo ma qui sembra piu’ di fare freeride in mezzo al bosco e le traccie sono ben accessibili anche pedalando in salita. Questi sono i tracciati migliori (per i miei gusti) visti per ora, durante la mia da poco iniziata esperienza in MTB.


Back on the road!

Mi prendo un giorno di pausa compro cibo e una cannottiera ad alta vesibilita’. Con l’aiuto dei miei ospitatori mi sono deciso per proseguire lungo la Est coast, l’alternativa era la punta piu’ a nord dell’Isola Nord. Dopo aver mandato email, su consiglio di Erin, a membri di warmshowers delle due fazioni chiedendo consiglio, vince la east coast: sembra essere meno turistica, meno trafficata, non devo passare per Auckland ne in bus ne in bici, Andrew va ogni giorno in direzione East coast per lavoro e potrebbe darmi uno strappo facendomi evitare il primo tratto di autostrada piu’ centrale e affolato e infine di importanza vitale il vento di solito e’ debole e soffia prevalentemente in direzione favorevole.

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Communities that Abide—Part IV: Causes of Failure

Up until now in this series my approach has been to present what works: the set of practices which, when put together into a package, allow communities to last a long time—in some cases, for many centuries. Many readers found this exposition useful, while others found some of the practices disagreeable. This week I will now take the opposite approach, and concentrate on what has been proven to not work, or to work very badly. In a follow-up to the previous post, which expounded on the superiority of communism in both production and consumption when it practiced at the scale of the commune, I now present a chapter I rather freely translated from Peter Koropotkin’s Anarchy, which explains how such experiments fail socially in spite of their initial success in achieving self-sufficiency.

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